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Escursionista smarrito con il buio sui Monti Lucretili: situazione critica supportata via radio tramite la Rete Radio Montana

Domenica pomeriggio (24/01/2016), come di consueto quando sono a casa, la mia ricetrasmittente era sintonizzata sul CANALE 8-16 per prestare ascolto sulla frequenza radio nazionale della Rete Radio Montana. Abito in una frazione valliva di Guidonia Montecelio, nelle immediate vicinanze di Tivoli, cittadina nell'area nord-est della Provincia di Roma, a ridosso dei primi rilievi dell'Appennino Laziale. Da casa ho in portata ottica vari gruppi montuosi che spesso raggiungono quote di 1000-1500 metri s.l.m. (i Monti Cornicolani a nord, il Monte Gennaro nei Monti Lucretili a nord-est, i Monti Tiburtini ad est, i Monti Prenestini a sud-est, i Monti Lepini e i Colli Albani a sud). Ultimamente ho collegato un escursionista che si trovava sul Monte Autore (1855m) nel gruppo dei Monti Simbruini, al confine con l'Abruzzo.

Verso le ore 18.30 ricevo una chiamata radio da LIMA 60, Luigi L.P. di Roma, che diramava una "chiamata generale" sulla Rete Radio Montana. Il tempo di raggiungere la radio, e rispondo alla sua chiamata. Mi comunicava che si era perso e che il freddo aveva buttato giù completamente la carica del suo telefono cellulare, ed inoltre era sprovvisto di torcia. Il buio era sceso da oltre un ora.

Per chi conosce il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, LIMA 60 dopo l'ora di pranzo si era portato con la sua automobile in località Prato Favale, da cui voleva raggiungere la vetta di Monte Gennaro (1273 m s.l.m.) passando per la Valle Cavalera e quindi per Il Pratone (un altopiano erboso di 1000x500 metri di lato, posto ad un'altitudine di circa 1000 m s.l.m.). Il percorso andata/ritorno è lungo circa 15 km; nelle immagini allegate a questo articolo è quello evidenziato in VERDE.

Dal percorso appena descritto, la cui segnaletica ultimamente manca di manutenzione, nella Valle Cavalera ha preso un sentiero sbagliato, che lo ha portato fuori strada di circa un'ora fino al Campitello, un'altra radura posta ben più ad ovest della vetta da raggiungere. Tornato quindi indietro fino alla Valle Cavalera, ha poi raggiunto Il Pratone tramite il sentiero previsto, ma il tramonto era ormai vicino. Per ovvi motivi non ha proseguito verso la vetta di Monte Gennaro, in quanto da li a poco sarebbe diventato buio.

LIMA 60 conosceva poco il percorso programmato, e soprattutto senza illuminazione sarebbe stato davvero pericoloso tornare indietro ed addentrarsi nella Valle Cavalera, una valle stretta immersa in un fitto bosco di faggi. Però conosceva molto bene la "Scarpellata" (nelle immagini allegate a questo articolo è il percorso evidenziato in GIALLO), una "direttissima" che dall'abitato di Marcellina risale ripidamente il versante ovest del Gennaro. La Scarpellata, oltre che dalla vetta, si può anche prendere dal Pratone scendendo verso una vallata che si affaccia verso Roma (in direzione ovest rispetto al Pratone). Ma non è l'unica vallata presente in quella zona... Ed infatti il buio, che ha trasformato completamente lo scenario che Luigi aveva in mente, ha fatto si che il percorso intrapreso non fosse quello della Scarpellata, che conosceva, ma un'altro... Nelle immagini allegate è evidenziato in ROSSO.

Dal primo contatto radio (18.30 circa) in cui LIMA 60 mi spiegava la situazione, ho subito consultato la carta topografica della zona, per cercare di determinare la posizione del malcapitato, che man mano mi forniva varie informazioni sui suoi movimenti e su quei pochi punti di riferimento che riusciva ad identificare nel buio. Conosco molto bene i vari versanti del Monte Gennaro, e con l'ausilio della cartina sono riuscito a risalire al nome della vallata in cui lui si trovava.

Spesso incontrava interruzioni orografiche del percorso, pietraie pericolose (appena sotto al Pratone) e barriere naturali composte da fitta vegetazione, spesso rovi. Pertanto è stato più volte necessario per lui tornare indietro e prendere una via alternativa, andando a tentoni. A detta di Luigi, la Luna piena ha aiutato davvero tanto... In caso di cielo coperto o Luna non presente la visibilità sarebbe stata ancora più ridotta!

Circa ogni 10-15 minuti effettuavo una chiamata, così da accertarmi che nessun incidente fosse accaduto durante la fase di discesa, che in alcuni tratti ha preoccupato Luigi, particolarmente nel tratto iniziale tra i 1000 e i 500 metri di quota. Nel frattempo mi avviavo con la mia autovettura in zona Marcellina, così da poterlo recuperare, una volta raggiunto il centro abitato, per riaccompagnarlo in zona Prato Favale, dove aveva lasciato la macchina nel primo pomeriggio.

Dal primo contatto radio (18.30 circa) LIMA 60 ha impiegato ben 3 ore per raggiungere il paese, considerando il buio e tutte le difficoltà del caso. Giunto in paese, via radio mi ha comunicato la zona esatta in cui si trovava e mi sono immediatamente portato da lui per recuperarlo. Ho subito notato varie macchie di sangue sugli indumenti e ferite non gravi sugli arti superiori, principalmente le mani, dovute a qualche caduta su rocce e rovi. Nessun ferimento di parti vitali. Accertato il suo stato di salute, ho accompagnato Luigi alla sua macchina in circa 15-20 minuti.

Luigi era regolarmente equipaggiato con zaino e indumenti tecnici, e sarebbe anche stato abile ad utilizzare una corda per superare piccoli strapiombi. Sicuramente è mancata una torcia, ma ovviamente non si aspettava di tardare; aveva previsto il rientro prima del tramonto. Le basse temperature hanno poi accellerato il processo di scarica della batteria dello smartphone.

Dal punto di vista delle comunicazioni radio, era equipaggiato con un Midland G9 (omologato). Nello zaino aveva un secondo apparato radio PMR-446 di scorta, un Intek MT-3030. I collegamenti radio sono stati per il 99% delle volte di ottima qualità.

Durante le tre ore in stato di pre-allerta, ho valutato la possibilità di attivare il Soccorso Alpino Lazio, ma fortunatamente non ce n'è stato bisogno. Sicuramente avrei allertato il Soccorso Alpino in caso di cadute che avrebbero impedito il proseguimento verso valle, o nel caso in cui LIMA 60 non avesse più risposto alle mie chiamate (che effettuavo con cadenza regolare), ma anche nel caso in cui dopo tante ore non sarebbe riuscito ad avvicinarsi al centro abitato, per evitare lo stato di ipotermia nel caso in cui avrebbe voluto passare fuori la notte in attesa delle prime luci all'alba. Via radio ho chiesto a Luigi se fosse stato necessario contattare i familiari per tranquillizzarli vista la tarda ora, ma ha preferito non allarmarli; lo ha fatto appena l'ho raggiunto in macchina.

Per quanto riguarda le immagini allegate al presente articolo:

  • in VERDE è evidenziato il percorso di andata e ritorno che aveva programmato, ma che in realtà ha seguito solo fino al Pratone;
  • in GIALLO è evidenziata la "Scarpellata", percorso a lui noto e che avrebbe voluto prendere per ritornare in paese;
  • in ROSSO è evidenziato il percorso approssimativo che ha preso per sbaglio, pensando di trovarsi sulla Scarpellata, che ha percorso in circa 3 ore, incontrando non poche difficoltà, specie nel tratto iniziale;
  • La seconda immagine rappresenta il Monte Gennaro visto dalla mia posizione in zona Tivoli/Guidonia, a circa 10 Km in linea d'aria.

Ho effettuato qualche registrazione di alcune comunicazioni tra me (LIMA 1) e LIMA 60, fatte quando fuori era buio; mancano le comunicazioni iniziali (fondamentali) e altre intermedie, in quanto ero impegnato a visionare la cartografia della zona oppure stavo guidando verso la zona interessata: SCARICA FILE MP3.

Come si evince da questa esperienza, è fondamentale prestare ascolto radio ogni qual volta si abbia la possibilità. Lasciare la radio accesa sul davanzale della finestra può davvero essere utile per supportare un escursionista che potrebbe trovarsi in un'improvvisa situazione critica.

Invitiamo chi ci sta leggendo ad approfondire il discorso e valutare di partecipare attivamente al Progetto, equipaggiandosi di un apparato compatibile e richiedendo l'assegnazione di un Identificativo Radio personale.